Le Micorrize

 

Più del 90% delle specie vegetali in condizioni naturali risulta micorrizato. Sono stati trovati resti fossili che confermano l’esistenza delle endomicorrize già 450 milioni di anni fa, contemporaneamente all’apparizione dei vegetali sulle terre emerse. Al contrario, negli ambienti antropizzati (campi coltivati e verde urbano) le micorrize sono spesso assenti oppure presenti in forma molto ridotta, molto probabilmente a causa dell’inquinamento chimico dei terreni. Vi sono due tipi di micorrize: le ECTOMICORRIZE, caratteristiche della maggior parte delle latifoglie e delle conifere, dotate di un mantello fungino esterno ricoprente l’apice radicale, sono le micorrize tipiche dei tartufi e dei porcini e le ENDOMICORRIZE, a più ampia diffusione (anche tra le specie erbacee), non dotate di un mantello fungino esterno, ma presenti anche all’interno delle cellule.     

Micorriza di Tuber melanosporum

 

Le micorrize sono caratterizzate principalmente da 3 ruoli:

·         conservazione del micelio, in particolare durante la stagione fredda,

·         propagazione del micelio fin dal riscaldamento primaverile e durante tutta la bella stagione con colonizzazione del suolo e fruttificazione per far nascere i corpi fruttiferi in alcuni posti,

·         scambio alimentare tra il micelio e gli alberi..

L'analisi delle micorrize presenti nelle radici degli alberi da tartufo permette di capire ed accertare lo stato di micorrizazione dell'albero, cioè sapere in particolare, se è capace o meno di produrre  tartufi. Ci permette poi di controllare se un albero è micorrizato con il  Tuber desiderato o contaminato da altre specie di tartufi o funghi. Questa nozione di contaminazione ha dato adito nei risultati sperimentali a numerose considerazioni.

Da almeno una ventina di anni, si sanno riconoscere le micorrize delle seguenti specie di tartufi: Tuber melanosporum, Tuber brumale, Tuber aestivum e Tuber uncinatum, Tuber mesentericum, Tuber albidum o T. borchii, Tuber rufum,. Questa identificazione ha luogo con l'aiuto della lente di ingrandimento binoculare (da 10 a 60 x, e del microscopio (da 100 a 400 x, attrezzi che permettono di distinguere ed identificare le caratteristiche morfologiche (forma, ornatura, colore) di queste micorrize.

Micorriza di Tuber Melanosporum

Altre specie da funghi possono essere identificate più precisamente esaminando le loro micorrize con questo metodo. Si tratta di Coenococcum graniforme (ife nere e molto grandi), A.D o micorrize le cui  ife o spinule si ramificano frequentemente ad angolo retto (acronimo: A.D) sclerodermia (Scleroderma sp.) fungo basidiomicete le cui micorrizazioni sono facili da riconoscere grazie al suo grosso micelio biancastro e talvolta madreperlaceo, Hebeloma sp. genere di basidiomicete (micorriza con ife molto fini caratteristiche), dei basidiomiceti senza precisione di genere, Sphaerosporella brunnea con micorrize marroni.

In alto radici micorrizate con AD sotto con Tuber Melanosporum