L'albero da tartufo

 

L'albero da tartufo è la sede dell'associazione micorrizica denominata simbiosi. Questa simbiosi esiste sia in natura che in seguito all'intervento umano tra l'albero ed i miceli del fungo. L'albero fornisce al tartufo degli idrati di carbonio o zuccheri (l'energia) e diverse sostanze prodotte dalla fotosintesi mentre il fungo cede all'albero certi elementi minerali (fosforo) attinto spesso nel suolo nelle forme inaccessibili ai peli assorbenti delle radici. In cambio di questi scambi, il micelio si sviluppa e si propaga nel suolo e sulle radici dell'albero finché inizia la fruttificazione.

I fattori che inducono alla fruttificazione del tartufo sono ancora poco conosciute: si sa che per ottenere i primi tartufi bisogna aspettare parecchi anni, tra i 5 e 10 anni e talvolta molto più. Gli ascocarpi o sporocarpi sono le fruttificazioni del micelio, ossia i corpi fruttiferi o tartufi.

Un buon albero da tartufo è caratterizzato dalla presenza di micorriza di Tuber Melanosporum o di altri Tuber pregiati, nelle sue radici. Tuttavia, nelle radici di un albero produttore, non è raro trovare delle micorrize del tartufo nero associate a quelle di altri tartufi o funghi. Alcuni alberi da tartufo arrivano a produrre molte specie di tartufi o di funghi.

L'albero da tartufo nella foto a lato, sta per iniziare o ha già iniziato la sua produzione, intorno e vicino al suo tronco la vegetazione sparisce: questo è il fenomeno del pianello. Parecchie ipotesi permettono di spiegare il pianello. Il tartufo potrebbe produrre delle sostanze antibiotiche o fitotossiche. Rebière (1981) ha ipotizzato che il pianello fosse il risultato della proprietà del fungo a monopolizzare tutte le risorse idriche del suolo. Plattner e altri (1995) in Nuova Zelanda ha messo in evidenza l'azione parassita del micelio del tartufo su alcune piante del pianello (Anthoxanthum odoratum o paleo odoroso della famiglia delle graminacee).

Le cause di alcuni pianelli che non producono il tartufo possono avere per origine l'azione di altri funghi che esercitano dei poteri analoghi a quelli del tartufo, più raramente le cause possono essere ricercate nei miceli sterili di Tuber melanosporum.

L'albero da tartufo è generalmente una Roverella (Quercus pubescens) o un leccio (Quercus ilex) ma può essere anche un Nocciolo (Corylus avellana), un Carpino (Carpinus betulus), una Farnia (Quercus peduncolata) e meno frequentemente un Tiglio (Tilla platyphyllos) un Pino nero (Pinus nigra). 

Il ginepro (Juniperus communis) è un arbusto non micorrizato dal tartufo. Ne favorisce tuttavia la produzione come altre piante quali la vite, la ginestra, la rosa canina, la lavanda, il timo, l’orniello. Questi arbusti o piante, vengono definite piante comari, arbusti utili ad instaurare nell’ambiente le condizioni ideali per la fruttificazione del micelio.

 

Roverella di 20 anni in piena produzione

 

Roverella micorrizata con Tuber melanosporum