Il Lavoro

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Nel Lagotto Romagnolo il lavoro è una fase naturale, è un comportamento per lui innato che possiede fin dalla nascita, per mezzo di selezione e caratteristiche naturali sviluppate in più di un secolo nell’attività quotidiana dell’andar per tartufi.

Credere o pensare che qualunque soggetto di altra razza possa raggiungere i risultati del Lagotto è un’utopia, nessun cane avrà la dedizione, la naturalità di cerca, la perseveranza, la giovialità nel lavoro, meticolosità di cerca, adattabilità al terreno ecc…ecc…ecc.

Non capisco poi i commenti di taluni….è lento…non vanno bene per la tua zona….ha il pelo fastidioso….soffre il caldo.

Una volta per tutte voglio in queste pagine ribadire che queste sono menzogne, il lagotto non è un cane lento, al contrario è un cane dal movimento brioso, vivace, attento a tutte le emanazioni provenienti dal terreno, avrà un paso adeguato al terreno che sta esplorando, si adeguerà a tutti i tipi di terreno.

Si resta affascinati dai suoi comportamenti, veloce nell’esplorare il terreno a se stante con tartufo (naso) attratto dal terreno come se fosse calamitato.

Nel momento in cui inizia ad esplorare la tartufaia, la zona migliore, rallenta il passo ed il suo naso si attacca al terreno pronto a percepire la pur minima emanazione, emanazioni che altre razze, difficilmente, riescono a percepire.

Improvvisamente alza la testa, inizia a spostarsi come se stesse seguendo un filo… il vento gli ha portato un’emanazione…….arriva a 50…60…70 metri, inizia a raspare con foga e non si fermerà finchè non avrà trovato il nostro prezioso tubero …. Signori… questo è il Lagotto, capace di regalare sensazioni che difficilmente altri cani saranno in grado di porgervi…..credetemi.

Non credi a quello che ti dico? Vieni a trovarmi….ti farò conoscere il Lagotto Romagnolo…… eccezionale cane da tartufi e…….non solo

 

STANDARD di LAVORO e REGOLAMENTO PROVE

per il LAGOTTO ROMAGNOLO

 

Approvato dal Consiglio Direttivo del 3 ottobre 2006

Su proposta della Commissione Tecnica Centrale del 8 giugno 2006

e del Comitato Consultivo degli Esperti del 10 maggio 2006

 

Premessa

Il Club Italiano Lagotto ritiene che l’introduzione di criteri basati sulle attitudini per il lavoro nella selezione del Lagotto Romagnolo sia un passo fondamentale per la tutela di questa razza che possiede delle caratteristiche uniche nel panorama cinofilo mondiale.

L’attitudine per la cerca del tartufo progressivamente affinata nell’ultimo secolo è stata uno degli elementi fondamentali che hanno consentito alla razza di salvarsi da una quasi certa estinzione a seguito della scomparsa del suo ambiente di lavoro e quindi della propria funzione originale.

Per questi motivi si ritiene che la selezione debba operare per tenere unite nei nostri cani le qualità morfologiche con le attitudini funzionali.

Le prove di lavoro devono avere la funzione di evidenziare le qualità che meglio concorrono a fare un buon cane da tartufi. 

Le modalità di organizzazione ed i criteri di giudizio andranno orientati in modo che un buon cane da tartufi ben addestrato possa affrontare queste prove senza necessità di una preparazione specifica.

 

Andatura e portamento

L'andatura del Lagotto Romagnolo è caratterizzata da un trotto sciolto, brioso ed allegro che denota l'intima gioia nello svolgere la propria funzione di cerca. Sono ammessi tratti di galoppo all'inizio del turno, nei rientri su terreno già ispezionato e negli spostamenti è ammesso il passo nelle fasi di accertamento.

L’andatura dovrà adeguarsi alla natura del terreno, ampliando o restringendo il raggio d’azione per realizzare un lavoro utile; l’azione deve essere continua, avida, attenta e diligentissima.

Il portamento di testa è in relazione all’andatura ed alla velocità del cane. Nelle fasi di cerca più spedita la testa è portata leggermente rialzata ma con il tartufo (naso) in prevalenza inclinato verso il terreno; nelle fasi di accertamento al passo la testa è progressivamente abbassata fino ad appoggiare il tartufo al terreno. In presenza di una forte emanazione il Lagotto può alzare notevolmente la testa per farsi guidare dal vento verso l'emanazione stessa (tirata di naso).

La coda può essere portata in linea col rachide dorsale oppure anche più alta ma non arrotolata sul dorso ne tanto meno sotto di se. Al trotto la coda si muove in modo allegro, sovente con ampi e veloci spostamenti laterali. Con la coda il Lagotto segnala al conduttore la presenza del tartufo, accentuandone il movimento. E' importante che il Lagotto esprima con la coda allegria e volontà sul lavoro.

Cerca

La cerca è volonterosa, avida e determinata, esprime intuito ed iniziativa, viene espletata su linee diagonali con frequenti cambi di direzione, incrociando il terreno che deve essere ispezionato in modo minuzioso e dettagliato.

Il lagotto deve dimostrare di possedere intelligenza, concentrazione ed olfatto adattando l'andatura e l'ampiezza della cerca alle condizioni ambientali. Il cane deve trovare il giusto equilibrio tra: buona copertura del terreno, andatura sufficIentemente brillante e capacità di analisi molto accurata che gli permetta di effettuare anche le forate più difficili. Ciò può avvenire anche a ragionevole distanza dal conduttore. 

Quando il Lagotto entra nel campo di una lieve ed ipotetica emanazione rallenta fino al passo risalendo verso l'origine presunta, avvicinando progressivamente il tartufo (naso) al terreno ed accentuando il movimento della coda, può anche fermarsi, effettuare delle inspirazioni profonde ed accennare a raspare. Se l'impressione non è confermata riprende subito l'andatura abituale. Se invece accerta la presenza del tartufo inizia a raspare in modo deciso.

Se durante la cerca incontra una zona di emanazione che lo rende immediatamente certo della presenza del tartufo si dirige sicuro verso l'emanazione ed inizia a raspare senza esitazioni.

 

Quando percepisce l'emanazione portata dal vento si dirige verso la forata anche a distanza dal conduttore, può rallentare e fermarsi ad inspirare con la testa molto sollevata e rivolta al vento per localizzare meglio la sorgente di emanazione.

Il Lagotto si caratterizza per un collegamento assoluto ed estremamente naturale col conduttore. Pur dimostrando autonomia ed iniziativa nella cerca, sarà sempre pronto a seguire le indicazioni del conduttore in tutte le circostanze, pronto a rientrare o a dirigere la cerca nella direzione indicata.

Il carattere aperto ed operoso e la sua naturale predisposizione al lavoro lo rendono poco sensibile agli stimoli esterni che potrebbero essere causa di disturbo.

 E' totalmente disinteressato alla presenza ed all'emanazione di selvatici, se non in caso di incontro fortuito, in tale circostanza può mostrare un momentaneo interesse, pronto però a riprendere la cerca al primo richiamo del conduttore.

Forata

Una volta localizzata la forata il Lagotto deve svolgere un'azione di scavo decisa, può fare delle pause di accertamento, annusando le pareti ed il fondo della buca per localizzare meglio il tartufo ed indirizzare di conseguenza lo scavo, può cercare fuori della buca se ritiene di aver già tirato fuori il tartufo. L'azione può essere interrotta dal conduttore ed in questo caso il cane dovrà riprendere prontamente lo scavo se richiesto. L'azione del Lagotto sulla forata deve essere tale da consentire al conduttore il recupero del tartufo.

 

REGOLAMENTO

Art. 1

Le prove per il Lagotto Romagnolo hanno lo scopo di valutare i cani per quanto riguarda le loro attitudini per la cerca del tartufo evidenziando, ai fini della selezione della razza, i cani che si saranno distinti per qualità naturali, metodo di lavoro e capacità di recepire l’addestramento tipico della razza.

Art. 2

Potranno partecipare alle prove i Lagotti di razza pura, iscritti o iscrivibili al RSR o al ROI .

Art. 3

Nelle prove sono previste categorie separate in funzione dell’età: 

·          Giovani – da 9 a 30 mesi –

·          Veterani – oltre i 7 anni – (facoltativo da parte del proprietario in alternativa alla libera)

·          Libera – oltre i 15 mesi.

Sono previste batterie separate per i maschi e le femmine dalla classe giovani in su.

Nei raduni di Club potranno essere iscritti fuori concorso cuccioli e cuccioloni dai 4 ai 12 mesi.

I turni sono normalmente svolti a singolo; l’organizzazione può prevedere lo svolgimento di prove in coppia specificando per quali categorie.

Art. 4

Le iscrizioni dovranno pervenire entro la data stabilita e saranno ritenute valide solo se accompagnate dal relativo importo. 

Art. 5

Non sono ammessi cani mordaci, femmine in estro e soggetti castrati, i maschi dovranno avere due testicoli di uguali dimensioni e ben discesi nello scroto.

Art. 6

I conduttori dovranno trovarsi, pena l’esclusione, presenti all’appello nel luogo ed all’orario stabiliti e dovranno esser in seguito a disposizione della Giuria.

Art. 7

Nel caso che lo ritenga opportuno il Comitato organizzatore potrà decidere di suddividere i cani in batterie con almeno sei soggetti presenti in ciascuna di esse, la composizione delle batterie e l’ordine dei turni avverranno per sorteggio.

Art. 8

Le prove saranno giudicate da un Esperto Giudice o da una Giuria plurima. Le Giurie dovranno essere preventivamente ratificate dall’ENCI.

Art. 9

I concorrenti sono tenuti al massimo rispetto del campo di prova, è vietato liberare i cani al di fuori delle apposite aree che verranno messe a disposizione dagli Organizzatori, pena la l’esclusione della prova.

Art. 10

A ciascun concorrente è consentito il ritiro del proprio cane sia prima che durante la prova, senza restituzione della quota d’iscrizione, tranne che in caso di cagne in estro, con presentazione del certificato medico veterinario.

Art. 11

Le prove avranno una durata minima di 10 minuti; il Comitato Organizzatore, in base al numero degli iscritti e/o del terreno a disposizione potrà concordare con la Giuria tempi superiori dei turni.

Art. 12

La Giuria, qualora lo ritenesse necessario, avrà la facoltà di prolungare il tempo dei turni sino al doppio di quello previsto per uno o più soggetti o di richiamarli ad un turno successivo al primo.

Art. 13

Il campo di prova ottimale è costituito da tartufaie naturali con terreno vario e semi coperto, è facoltà della Giuria far lavorare in terreno aperto i soggetti per il tempo necessario per meglio valutare andatura e portamento. Ogni cane dovrà svolgere il turno in parte su terreno già perlustrato da altri cani ed in parte su terreno vergine.

Art. 14

Il cane andrà condotto preferibilmente con i gesti, i richiami troppo frequenti sia a voce che con fischio, saranno penalizzati; durante il turno, il conduttore deve rimanere a contatto con la Giuria per seguirne le eventuali indicazioni. 

Al conduttore è fatto obbligo di richiudere accuratamente le buche aperte dal proprio cane pena la squalifica.

Art. 15

La valutazione prenderà in considerazione i seguenti parametri:

·          VOLONTA’, il Lagotto dovrà mostrare un’azione avida, continua e determinata, un’iniziativa propria e non ripetutamente stimolata dagli incitamenti del conduttore, buona determinazione nell’affrontare gli eventuali terreni difficili;

·          ANDATURA, ottimale è un trotto brioso e spigliato che denota la gioia del cane nello svolgimento del proprio lavoro, sono ammessi tratti di galoppo all’inizio del turno e nei rientri su terreno già ispezionato, ammesso il passo nelle fasi di accertamento;

·          CERCA, la cerca si adatterà al tipo di ambiente, dovrà avere un raggio sufficientemente ampio da permettere di coprire una buona quantità di terreno e allo stesso tempo dovrà essere estremamente attenta e diligente in modo da analizzare bene tutta l’area interessata; l’andatura si ridurrà progressivamente nelle fasi di accertamento o nelle zone indicate dal conduttore; il cane dovrà svolgere il lavoro prevalentemente davanti al conduttore e non dovrà distrarsi su emanazioni di selvaggina o su emanazioni improprie; 

·          DOTI OLFATTIVE, si valuterà la capacità di effettuare forate tralasciate da altri concorrenti e nelle “tirate di naso” sull’emanazione di tartufi maturi portata dal vento; 

·          COLLEGAMENTO, nell’ambito di un’azione autonoma e determinata il cane dovrà mostrare  ottimo collegamento con il conduttore senza manifestare timore, dovrà indirizzare la cerca nella direzione che gli sarà indicata e ritornare prontamente al richiamo a meno ché non stia per forare;

·          FORATE, i giudici non considereranno solo il numero di forate ma soprattutto la qualità, tali  parametri serviranno per verificare l’efficacia del lavoro e ogni  soggetto sarà fatto lavorare anche su terreno già esplorato da altri concorrenti in modo da confrontare i diversi rendimenti, l’azione di scavo dovrà essere decisa e se interrotta dal conduttore dovrà riprendere quando richiesto, si valuterà positivamente l’arresto a comando dello scavo o l’eventuale riporto:

Art. 16

Il giudizio si esplica con l’assegnazione delle qualifiche e con la compilazione della classifica limitatamente ai primi tre soggetti, sarà redatta comunque una relazione per tutti i cani presentati. Le qualifiche assegnabili sono: Abbastanza Buono, Buono, Molto Buono, Eccellente.

Può essere assegnato il certificato CQN, al cane che ha evidenziato doti qualitative di tipo e di distinzione, valido nel lavoro ma con errori causati da carenza di educazione e di addestramento non imputabili al soggetto e che ha effettuato almeno una forata.

Il giudizio dovrà tenere conto anche dell’età del soggetto, nei giovani ci si dovrà basare prevalentemente sulle qualità naturali.

 Un cane sarà qualificato se avrà effettuato almeno una forata utile sul tartufo oggetto della prova. 

Alla fine della prova, sul terreno, la Giuria procederà alla lettura delle qualifiche e della classifica. La relazione dovrà, salvo necessità particolari ,essere illustrata a fine manifestazione sul luogo del raduno.

Art. 17

Difetti ed errori che comportano penalizzazione ed eventualmente eliminazione sono:

·          stile e metodo di lavoro non conforme alla razza;

·          mancanza di iniziativa e discontinuità nell’azione;

·          cerca disordinata ed inconcludente;

·          abbandono della forata;

·          grave mancanza di ubbidienza e fuori mano;

·          mancanza di fondo;

·          più di due forate a vuoto;

·          curare con insistenza emanazioni di selvaggina ed eventuale rincorsa a fondo;

·          disturbo del compagno di coppia e/o insistenti fasi di riferimento;

·          paura degli spari e dei rumori; timidezza ed aggressività.

Spetta al Giudice di valutare obiettivamente la gravità di un errore compiuto dal cane, considerando le diverse circostanze che lo hanno provocato.

Qualunque errore commesso nel primo minuto del turno e del richiamo non comporta l’eliminazione.

Art. 18

L’organizzazione dovrà favorire, per quanto possibile, la visibilità delle prove da parte del pubblico, compatibilmente con la natura del terreno; gli spettatori, eventualmente divisi in modo da formare gruppi non numerosi, potranno seguire la Giuria secondo le indicazioni della stessa, in perfetto silenzio e senza disturbare in alcun modo i concorrenti. La Giuria ha comunque facoltà, a suo insindacabile giudizio, di non consentire al pubblico di seguire i turni.

Art. 19

Per quanto non previsto si fa riferimento al Regolamento Speciale delle Prove di Lavoro.